El Llanito: il singolare linguaggio ibrido di matrice andalusa che si parla solo nella minuscola Gibilterra.

El Llanito
Mappa_La Línea de la Concepción
La Línea e la Verja.
Esiste una linea immaginaria nel sud dell’Andalusia, che divide due mondi.
Come tutti sanno, tra i Paesi confinanti con l’Andalusia non c’è solo il vicino Portogallo, ma anche il Regno Unito.
La linea non è solo un concetto, ma anche una città che si incunea verso questa peculiare frontiera: è La Línea de la Concepción, in provincia di Cadice.
Solo milleduecento metri circa di terra emersa, questa è la larghezza totale dell’istmo.
Oltre il confine c’è Gibilterra: ufficialmente territorio britannico dai tempi del trattato di Utrecht, all’inizio del Settecento.
Si ratificava, tra le altre cose, l’occupazione del Peñón (nome del promontorio che per metonimia indica l’intera colonia) da parte dei britannici durante uno degli episodi bellici della guerra di successione spagnola.
Il confine ha un nome tutto suo: La Verja (la barriera).
Da un lato si parla spagnolo, andaluso.
Dall’altro inglese, britannico.
Almeno, così vorrebbe la logica.
Andaluzish.
A Gibilterra esiste infatti un linguaggio ibrido, una sorta di Spanglish, che ha preso forma nel corso delle generazioni.
Buona parte della popolazione del territorio è stata per secoli spagnola, ma Londra impose, già dalla fine dell’Ottocento, il suo sistema educativo.

Nella minuscola penisola era storicamente forte anche la presenza genovese e sefardita (la popolazione di religione ebraica cacciata dalla penisola iberica reconquistada secoli prima, e invitata a tornare nella colonia dopo l’occupazione del Peñon).

L’influenza “italiana”, che a metà del Settecento avrebbe costituito più del trenta per cento della popolazione locale sarebbe alla base di una delle ipotesi del termine Llanito: colpa insomma dei tantissimi Gianni che operavano a Gibilterra, se linguaggio e gibilterriani presero questo nomignolo tanto assonante.

Oppure dei vari Johnny, dall’inglese.

Dalla G di Gianni o dalla J di Johnny alla doppia elle di Llanito è un attimo.

L’altra ipotesi riguarda l’orografia di questi luoghi: piattissimi, escluso il monte del Peñon (llano in spagnolo significa piano, piatto).

Focona e capotí.
Queste condizioni portarono a una commistione delle varie lingue su una solida base andalusa, alimentata anche dal flusso di pendolari spagnoli che entravano e uscivano dalla Verja.
Durante il franchismo, ovvero i decenni di regime autoritario della Spagna del Novecento, Madrid decise di sigillare il confine, scelta che isolò gli abitanti ispanofoni di Gibilterra, favorendo l’assorbimento di termini ed espressioni inglesi storpiate dal loro linguaggio quotidiano.
Una su tutti: esiste un’area, dove un tempo le guardie inglesi effettuavano i controlli di frontiera, che ancora viene chiamata Focona: andalusizzazione dell’inglese Four Corners.
Ma i casi di commistione sono parecchi e legati alla vita reale di tutti i giorni.
Citeremmo quindi la parola Capotí, che è l’alterazione dell’istituzionale cup of tea d’oltremanica.
Piperia verrebbe da pipilines, e sarebbero le tubazioni, e ci lavora il plumero, non il tradizionale fontanero spagnolo (l’idraulico), perché vinto dal plumber inglese.
Pish, nel senso di snob, sarebbe una storpiatura di posh e marchapié verrebbe dal nostro italico marciapiede, invece che dalla spagnolo acera.
Separatore
Lo Spanglish americano nasceva dall’incontro tra l’inglese del Nord America e la popolazione latina degli Stati Uniti.
El Llanito è l’incontro tra l’andaluso gaditano (di Cadice) e l’inglese d’Inghilterra.
Cause simili, ma ingredienti e risultati diversi.
El Llanito non ha delle regole vere e proprie, ma ha delle sue consuetudini che ne costituiscono l’ossatura.
Studiosi spiegano come, per esempio, si possa dire “veinte pounds” (con venti in spagnolo e sterline in inglese), ma non “twenty libras” (dove le matrici sono invertite).
Non una lingua quindi, e nemmeno un dialetto.
È andaluso contaminato, e – magari peccando di un po’ di superficialità – non si discosta molto dalla naturale infiltrazione di termini inglesi nel nostro linguaggio di tutti i giorni, dalle call nei nostri uffici subito dopo il weekend, ai vari welfare, briefing, trend, fake news, flat tax, leadership che trasudano dai nostri telegiornali e piattaforme social.
La differenza è che mentre i prestiti anglosonanti nella nostra quotidianità continuano ad aumentare, l’energia del Llanito sembra andare esaurendosi di anno in anno, facendo prevedere una sua progressiva scomparsa.
Il livello culturale della regione si è innalzato molto nel corso delle generazioni, così come la percentuale di persone capaci di parlarle più lingue.
Per decenni l’Unione Europea aveva persino sfumato il concetto stesso di confine tra i due regni: Spagna e Inghilterra (che comunque non era territorio Schengen) avevano perso le rigide frontiere di storica memoria.
Forse un linguaggio ibrido nato a cavallo tra Andalusia e Gibilterra non serve più per destreggiarsi nelle faccende di tutti i giorni, eludendo le differenze linguistiche tra le persone incontrate nel corso della giornata.
Ormai il Llanito è parlato solo i più anziani, reduci di un tempo in cui gli abitanti di Gibilterra avevano una conoscenza limitata delle due lingue.
Anche lo stesso spagnolo sta progressivamente scomparendo dal piccolo territorio britannico affacciato sul Mediterraneo.
È però interessante ricordare questa popolare e curiosa variante dell’andaluso occidentale, che per anni reso possibile la comunicazione tra culture differenti.
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