Il centro ATLAS di Villacarrillo è lo scenario di un nuovo, promettente, esperimento che ha come obiettivo il passaggio di consegne, in volo, tra droni.

Drones_Centro ATLAS
Mappa_Las Villas
Droni su Jaén.
Martedì 10 giugno 2025, nei cieli della provincia di Jaén, si è compiuto un passaggio simbolico e pratico: due droni hanno trasportato medicinali tra Villacarrillo e Beas de Segura, due comuni separati da 23 chilometri.
È la prima volta che in Europa si realizza una transferencia de control (in inglese: handover) in volo tra droni, cioè il passaggio di comando da una piattaforma digitale a un’altra durante il tragitto.
La dimostrazione è avvenuta nel centro ATLAS, situato a Villacarrillo, struttura già nota per la sperimentazione di sistemi aerei non convenzionali.
Del centro ATLAS (Air Trafic Laboratory for Advanced unmanned Systems) e dei test sul volo di apparecchi senza pilota avevamo già scritto tempo fa.
Anche nel caso dei nostri droni si è trattato di un esperimento decisamente pratico: il carico era reale e destinato a simulare una consegna sanitaria in una zona di difficile accesso.
Sperimentazioni in volo su territori complessi.
Tra i due comuni interessati dalla simulazione – Villacarrillo e Beas de Segura – si apre un territorio collinare, dall’orografia complessa.
Un mare di ulivi ondulato e mozzafiato che si perde all’orizzonte, in cui le distanze, spostandosi dalle strade principali, spesso rallentano l’accesso a certi servizi essenziali.

In questi casi, i droni non rappresentano solo una novità tecnologica, ma una risposta concreta per affrontare emergenze, urgenze sanitarie e difficoltà logistiche.

Il progetto vuole dimostrare che anche in assenza di grandi infrastrutture, è possibile mantenere attiva una rete di assistenza veloce, precisa e ben coordinata.
Una soluzione pensata per territori come quello jiennense, dove modernità e accessibilità limitata convivono ogni giorno.
È il presente.
In volo c’erano due multicotteri (velivoli con due o più rotori) e un drone ad ala fissa a lungo raggio, dal peso di 75 chili.
A terra, tre squadre di volo della spagnola AERTEC, il supporto tecnico dell’Università di Siviglia, personale sanitario della Fundación SSG e varie piattaforme digitali tra cui quelle di Enaire e dell’Instituto Tecnológico de Galicia.
Tutte le operazioni sono state monitorate in tempo reale.
Nulla è stato lasciato al caso: l’obiettivo era dimostrare che questo tipo di trasporto è già possibile.
Cieli Uniti.

A sostegno dell’operazione c’era la società italo-andalusa U-space che fornisce servizi digitali che permettono ai droni di operare in sicurezza, integrandosi con le altre attività aeree.

Durante il volo tra Villacarrillo e Beas de Segura, il sistema ha permesso di trasferire il controllo del drone tra due spazi aerei differenti, rendendo possibile una rotta continua e coordinata.
A supervisionare l’integrazione è stato Enaire, un ente pubblico, dipendente dal Ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, che gestisce la navigazione aerea in Spagna.
Un progetto europeo.

L’iniziativa fa parte del progetto U-Elcome, finanziato dall’Agenzia Europea per il Clima, le Infrastrutture e l’Ambiente, e coordinato da Eurocontrol (un’organizzazione intergovernativa che lavora per sostenere l’aviazione europea).

Si tratta di una sperimentazione distribuita in quindici località di Spagna, Francia e Italia, con l’obiettivo di promuovere l’uso sicuro dei droni nel continente.
In Spagna, le dimostrazioni avvengono in otto comunità autonome, tra cui la nostra Andalusia.
I cieli di Jaén, Villacarrillo e del suo centro ATLAS sono quindi nuovamente al centro di futuristiche sperimentazioni sul volo, in un continente sempre più connesso ed accessibile.
Link, fonti e proposte