Tre nuove varietà di olivo create in Andalusia puntano a contrastare la verticillosi, una gravissima malattia dell’oliveto mediterraneo.


Tre varietà dai nomi romani.
A Mengíbar, cittadina di circa diecimila abitanti a una ventina di chilometri a nord di Jaén, si è discusso di una possibile soluzione, anzi tre, per un problema agricolo reale.
L’IFAPA (l’Instituto Andaluz de Investigación y Formación Agraria, Pesquera, Alimentaria y de la Producción Ecológica: ente andaluso che promuove ricerca, innovazione tecnologica e formazione per rendere più moderni e sostenibili i settori agricolo, della pesca e dell’industria alimentare) ha presentato tre nuove varietà di olivo resistenti alla verticillosi, una delle malattie più dannose per l’olivicoltura andalusa.
L’annuncio è stato fatto il 20 maggio 2026 durante una giornata tecnica organizzata presso la Fundación del Olivar, nel Museo Terra Oleum del parco scientifico Geolit.
Le nuove varietà si chiamano Urgavona (da Urgavo, l’attuale Arjona), Castula (da Cástulo, importante sito archeologico vicino a Linares) e Iliturgitana (da Iliturgi, sorta proprio dalle parti di Mengíbar), nomi derivanti da antiche località della Betica romana.
All’incontro hanno partecipato più di cento professionisti del settore, tra ricercatori, tecnici e rappresentanti del mondo dell’olio d’oliva.
La ricerca sul e nel campo.
La verticillosi è causata da un fungo presente nel suolo, il Verticillium dahliae, diffuso in gran parte del Mediterraneo e capace di colpire numerose specie vegetali, tra cui l’olivo.
Il fungo può sopravvivere nel terreno per molti anni e si diffonde attraverso materiali contaminati come terra, acqua, attrezzi o piante, penetrando soprattutto dalle radici, ostruendo i canali conduttori di linfa.
Per affrontare questo problema, considerato uno dei principali rischi fitosanitari dell’oliveto andaluso, l’IFAPA ha avviato circa vent’anni fa un programma specifico di miglioramento genetico.
I ricercatori hanno effettuato incroci controllati tra piante particolarmente resistenti, selezionando poi le più promettenti attraverso prove in camere di coltura, l’introduzione vigilata del fungo in piccoli appezzamenti controllati e test in pieno campo.
Resistenza e produzione.
Le nuove varietà non sono state selezionate soltanto per la loro resistenza alla malattia, ma anche per caratteristiche considerate fondamentali dal settore oleicolo.
Gli studi hanno valutato produttività, vigore delle piante, resa in olio e qualità finale degli oli ottenuti.
Durante la giornata di Mengíbar si sono svolte conferenze dedicate al controllo integrato della verticillosi e ai programmi di miglioramento genetico dell’olivo, oltre a una degustazione degli oli prodotti con le nuove varietà.
Urgavona, Castula e Iliturgitana sono già state registrate e potranno ora essere concesse in licenza ai vivai interessati, con l’obiettivo di portarle progressivamente negli oliveti delle zone più colpite dalla malattia.
Per il mare di olivi di Jaén, paesaggio dominante di una provincia che è il maggiore produttore mondiale di olio d’oliva e in cui territorio ed economia sono inscindibilmente intrecciati in un unico ecosistema produttivo, la salute e la resa delle sue piante sono, evidentemente, una cosa seria.
Link, fonti e proposte
- Il quotidiano locale Jaén Hoy racconta ai suoi lettori degli incontri di Mengíbar e delle nuove varietà di olivo, Urgavona, Castula e Iliturgitana, resistenti alla verticillosi.
- Anche El Ideal tratta delle promettenti varietà di olivo Urgavona, Castula e Iliturgitana.
- La Junta de Andalucía racconta (in spagnolo) quello che c’è da sapere sulla verticillosi e sul temibile fungo Verticillium dahliae.