Dall’osservatorio astronomico andaluso di Calar Alto, il progetto Carmenes ha scandagliato il cielo in cerca di esopianeti simili alla Terra.


Bianchi panettoni su un monte.
Nel brullo e sconfinato entroterra almeriense c’è un monte. In cima al monte, a più di duemila metri di altitudine, una fila di candide costruzioni dalla vaga forma di panettone. Da quassù lo sguardo spazia sulle vallate tutte intorno per chilometri.
Ma è quello che non si vede a occhio nudo sopra le nostre teste ciò che interessa a chi lavora negli edifici bianchi.
L’osservatorio di Calar Alto.
Quello di Calar Alto è un osservatorio astronomico, costruito in questo angolo d’Andalusia dai cieli limpidi e dalle poche notti nuvolose nella metà degli anni Settanta.
Uno di quelli che scherzosamente chiamavamo panettoni bianchi, ospita il maggior telescopio dell’Europa continentale. E proprio da qui, e proprio da lui, ci giungono le scoperte di cui stiamo per scrivere.
Carmenes.
Nel Febbraio del 2023 sono stati divulgati, dai ricercatori del progetto Carmenes, i risultati di una ricerca durata diversi anni.
Il nome del progetto, che sembra ammiccare al nome di una delle andaluse più celebri della storia della musica (la cigarrera Carmen dell’opera di Bizet), è l’acronimo di un nome che – per gli addetti ai lavori – non lascia nulla all’immaginazione: Calar Alto high-Resolution search for M dwarfs with Exoearths with Near-infrared and optical Échelle Spectrographs.
E’ un lavoro di squadra ibero-tedesco, che vede coinvolti enti di diverse aree dei due Paesi.
(Eso)pianeti lontani.
L’obiettivo di Carmenes era quello di cercare e mappare esopianeti dalle caratteristiche simili a quelle della Terra, ad una distanza – la zona abitabile – dalla loro stella di riferimento tale da consentire la presenza di acqua liquida superficiale e – almeno teoricamente – la vita.
I dati divulgati da Carmenes fanno riferimento alle osservazioni effettuate dall’anno 2016 al 2020. Si sono scandagliati i cieli intorno a 362 stelle fredde vicine al nostro sistema solare.
Sono stati individuati 59 nuovi esopianeti, una quarantina dei quali di dimensioni comparabili a quelli della nostra Terra. Di questi una decina sarebbero potenzialmente abitabili.
Come lo fa.
Come ci spiega Fundación Descubre, Carmenes osserva le minime oscillazioni nel movimento delle stelle, causate dalla loro interazioni gravitazionali con eventuali pianeti in orbita intorno ad esse.
Questo tipo di osservazioni richiedono strumenti estremamente precisi, in grado di misurare queste variazioni di velocità. Lo strumento è uno spettrografo, installato sul monte almeriense nel 2015 e subito messo a scandagliare i sistemi di stelle nane rosse.
Tra queste terre sconosciute figura il pianeta Wolf 1069 b, nella costellazione del Cigno, distante appena 31,2 anni luce da Almeria. Poco più grande della terra, grazie alla sua posizione rispetto alla sua stella, potrebbe ospitare acqua liquida sulla sua superficie – probabilmente – rocciosa.
Team spagnoli e tedeschi.
Come scrivevamo, a Calar Alto c’è lo strumento, lo spettrografo che scandaglia i cieli in cerca di nuovi pianeti, mentre le analisi sono frutto del lavoro di diversi team distribuiti in Spagna e Germania, e sono finanziate da enti dei due Paesi e dall’Unione Europea. (Li trovate tutti a questo link).
Nonostante l’avvenuta pubblicazione dei dati, la nostra montagna dei panettoni bianchi continua ad osservare il cielo cercando di scovare nuove terre.
Link, fonti e proposte
- Questo articolo della televisione spagnola, Rtve, ci racconta i risultati delle ricerche del progetto Carmenes.
- Qui trovate l’articolo (in inglese) pubblicato dalla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics (A&A) sulla quale sono stati divulgati i dati delle ricerche di Carmenes.
- Questo breve video di Canal Sur ci porta sulla montagna su cui sorge l’osservatorio di Calar Alto, in provincia di Almería.
- Ecco la pagina web del progetto Carmenes.