Un gruppo di studenti ha trovato un ingegnoso modo per valorizzare le bucce delle arance amare di Siviglia: realizzare un contemporaneo ventaglio compostabile.

Arance Amare e Ventagli_BioPeel
Mappa_Siviglia
Dalle arance al design.
Ogni anno, tonnellate di arance amare cadono dagli alberi che popolano le strade di Siviglia.
Tantissime, e amarissime.
Sono una delle tante anime di questa città caleidoscopica: i fiori degli aranci regalano al centro storico il suo caratteristico aroma (azahar, in spagnolo: un profumo molto più intenso per i fiori di questi frutti immangiabili, rispetto a quello dei loro più dolci cugini) e i frutti agghindano, come vistose decorazioni natalizie arancioni, i rami carichi di foglie verdissime nei mesi invernali.
Nell’istante stesso in cui le arance cadono si trasformano in un rifiuto urbano, da smaltire o valorizzare.
Al momento, a parte una selezionatissima e nobilissima porzione di questa marea arancione, gli agrumi vengono gestiti in diversi modi: inviati a discariche controllate e convertite in compost o energia, oppure destinate all’alimentazione del bestiame caprino o all’industria cosmetica.
Sottolineavamo che, tra queste tonnellate di immangiabili arance amare sivigliane, ce ne sono di un po’ più speciali, e dalla sorte più nobile.
Infatti i frutti del maestoso palazzo reale Alcázar di Siviglia sono raccolte a mano – per preservare gli alberi di questi secolari giardini storici – e, recentemente, si è ripresa la tradizione di inviarne una selezione alla Corona britannica per la produzione di marmellata, un gesto iniziato con il matrimonio tra re Alfonso XIII  e la regina Victoria Eugenia di Battenberg.
BioPeel.
Un gruppo di studenti del corso di design del prodotto di un’università privata di Madrid (la Universidad de Diseño, Innovación y Tecnología UDIT) ha scelto di partire proprio da questa presenza botanica sivigliana per trasformare uno scarto urbano in una risorsa applicabile al campo del design.
Il risultato è un materiale biodegradabile, battezzato BioPeel, ottenuto dalle bucce degli agrumi e lavorato con tecniche di biotecnologia sostenibile.

Il primo oggetto realizzato con BioPeel è stato un ventaglio chiamato Sombra y Brisa (“Ombra e Brezza”), che ammicca all’aspetto e alla cultura del abanico (ventaglio, appunto) tradizionale andaluso, ma composto da materiali del tutto nuovi.

I motivi decorativi, stilizzati e contemporanei, cercano di farsi ispirare dalla ceramica sivigliana e dai decori degli azulejos dei tempi di Al-Ándalus (la penisola iberica medievale islamica) e sono realizzati tramite taglio al laser sulla traslucida lastra ottenuta dalle bucce delle arance amare sivigliane.

Il coinvolgimento del capoluogo andaluso, arance a parte, è stato determinante per lo sviluppo dei prototipi: è stato infatti fondamentale il supporto di María Luisa Iglesias, del Departamento de Parques y Jardines (Dipartimento Parchi e Giardini) di Siviglia, che ha condiviso tempo e competenze sul ruolo delle arance amare nella gestione botanica cittadina.

Dalla Spagna al MoMA.
Il progetto ha vinto la selezione interna dell’università per volare fino a New York, dove è stato presentato alla finale del 2025 del Biodesign Challenge (il cui obiettivo è quello di formare una nuova generazione di progettisti capaci di integrare arte, design e biotecnologie per affrontare criticamente il loro impatto sulla società), tenutasi alla Parsons School of Design e all’autorevole Museum of Modern Art (MoMA).
Qui, il ventaglio spagnolo ha convinto una giuria internazionale composta da oltre quaranta esperti, che ne hanno apprezzato il forte legame con il territorio, la valenza simbolica e la capacità di unire design, identità culturale e sostenibilità.
Bucce, feste ed economia circolare.

Sombra y Brisa non è solo un oggetto pratico e funzionale.

Realizzato con un materiale che potrebbe sostituire quelli inquinanti degli articoli monouso non biodegradabili, è pensato soprattutto per utensili usa e getta come ventagli, piatti, bicchieri e posate, tradizionalmente impiegati nelle feste popolari, da quelle familiari a quelle di grande affluenza.

Il progetto si inserisce in una più ampia rete di iniziative nate a Siviglia per valorizzare le arance amare in chiave ecologica e di economia circolare (tema a noi caro, di cui ogni tanto scriviamo), dalla produzione di compost ed energia pulita alla creazione di profumi e prodotti alimentari.

Il ventaglio fatto di agrumi andalusi non è ancora disponibile sul mercato, ma potrebbe esserlo in vista delle feste di primavera sivigliane del 2026.

Link, fonti e proposte
  • Ecco come Canal Sur rivela il successo di questo gruppo di studenti con il loro prototipo a base di bucce di arance amare sivigliane, citando i nomi delle persone e degli enti coinvolti.
  • Anche la testata locale Diario de Sevilla racconta la nascita di BioPeel, il materiale biodegradabile che valorizza le bucce delle arance di Siviglia, e del ventaglio con esso realizzato.
  • Siviglia e le sue arance amare: che fine fanno una volta cadute dai rami dei più di quarantacinquemila alberi della città? ABC lo spiega ai suoi lettori in questo articolo dell’anno 2023.