Premiata la milionesima visitatrice del 2024 de la Alhambra di Granada.

Alhambra visitante un millón
Mappa_Granada
Milionesimo visitatore.

Quasi una scena da fumetto, se non fosse per il tono ufficiale e l’importante messaggio celato dai modi dell’inattesa cerimonia.

La Alhambra, il celebre complesso di palazzi che corona la città di Granada, ha premiato il suo milionesimo visitatore dell’anno.

In concreto il premio è stato concesso dal Patronato de la Alhambra y Generalife: l’ente che gestisce, protegge e conserva il complesso monumentale de la Alahambra, del palazzo del Generalife e degli edifici dell’epoca di Al-Ándalus sparsi per Granada.

Il vincitore – anzi: la vincitrice – ha un nome: María Teresa.

La stampa locale riporta come questa donna – originaria di Cordova, ma residente a Madrid – sia stata accolta niente meno che dal direttore del sopra menzionato Patronato, Rodrigo Ruiz-Jiménez, e fotografata assieme a marito, figlie e un grande cartello indicante “visitante un millón” (milionesimo visitatore) di fronte allo specchio d’acqua che introduce al trecentesco palazzo de el Partal.

Numero tondo.

Questo numero tondo è impressionante: il milionesimo visitatore dell’anno quando Maggio non è ancora giunto al termine.

Il calcolo non dovrebbe stupirci: la Alhambra è uno dei complessi monumentali più visitati della Spagna, inconsapevole sfidante di una gara all’ultimo turista con la Sagrada Familia di Barcellona.

Ed, essendo la Spagna una delle destinazioni più amate dai viaggiatori del pianeta, entrambi i complessi finiscono inevitabilmente anche nella lista dei monumenti più visitati al mondo, classifica che include la Grande Muraglia cinese e il romano Colosseo.

Turismo e sensibilizzazione.

L’iniziativa, la prima di questo genere della storia de la Alhambra, ha il compito di sensibilizzare il pubblico ai numeri dell’industria del turismo.

Per proteggere e valorizzare questa città nella città, testimonianza delle storie di re mori e imperatori, è stato fissato un numero massimo di ingressi annui.

Tra i merletti di gesso, gli zampilli d’acqua e le ceramiche policrome dei palazzi di Granada sono ammesse 2.763.500 persone e non una di più: come se tutti gli abitanti di Milano li visitassero due volte ogni dodici mesi.

Avere coscienza di questi numeri, per i non addetti ai lavori, è importante e aiuta ad avere un’idea dell’incessante opera di gestione, conservazione e cura che mantiene vivi questi segni della storia e dell’identità dell’umanità.

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