Annunciato il bando di gara per la ricostruzione, partendo da un’accurata scansione 3D dell’originale, del cortile del castello di Vélez-Blanco, a New York dagli anni Quaranta.


Un vuoto.
La Junta de Andalucía (l’ente che governa la regione) ha preso una decisione: la grande corte del castello di Vélez-Blanco verrà ricostruita, e sarà esattamente uguale a com’era ai tempi del Rinascimento.
Oggi il cuore della maestosa fortezza-palazzo è un vuoto: la leggera e rispettosa architettura che tampona questa mancanza – stessi colori, ma con forme e linee simboliche e facilmente distinguibili dal fabbricato originario – apparve soltanto sul finire degli anni Novanta, ancora prima che l’edificio divenisse di dominio pubblico.
La spoglia corte odierna è comunque, per il viaggiatore, una scoperta interessante in cui il protagonista – più che la grandiosa architettura difensiva di pietra e storia che sovrasta il pueblo, colline e vallate – è proprio l’assenza, il senso di perdita.
New York. New York?
Chi di noi ha avuto la fortuna di visitare New York e il suo Metropolitan Museum si sarà sicuramente sentito accolto da una istituzione che abbraccia l’universalità dell’arte umana, dalle espressioni antropologiche delle isole più lontane, fino ai grandi sforzi delle civiltà di ogni angolo e tempo del pianeta.
Curiosando tra le tante sale – almeno per i lettori di questo sito – vi potrebbe capitare, inaspettatamente e sapendo di trovarvi all’altro lato del mondo, di sentirvi a casa.
Entrereste nella ricostruzione – a grandezza naturale – di un impressionante cortile rinascimentale: due ordini di archi ribassati, lesene arricchite di bassorilievi a grottesca, statue, doccioni scultorei (gargoyle, insomma) e portali.
Lontano dai linguaggi romani, toscani e veneti, questo ambiente parla, senza ombra di dubbio, spagnolo, andaluso.
Non è una replica: tutto quello che vedete proviene davvero dal Sud iberico.
Giunti fin qui, dopo aver attraversato l’irrefrenabile frenesia della Grande Mela ed esservi imbattuti in reperti e notevoli opere, vi trovereste immersi proprio nella corte perduta di Vélez-Blanco, provincia di Almeria.
A New York, Stati Uniti d’America.
Il vero cinquecentesco patio del castillo de Vélez Blanco di trova esposto al Metropolitan Museum dagli anni Sessanta del Novecento, lascito del collezionista d’arte George Blumenthal.
I Vélez.
Torniamo in Andalusia.
Siamo nel nord della provincia di Almeria, nel territorio chiamato “Comarca de los Vélez”.
Di cittadine chiamate Vélez qui, a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra, ce ne sono ben due: il più popoloso Vélez-Rubio, il cui centro, cresciuto in una vallata, è dominato dalla mole della chiesa de Nuestra Señora de la Encarnación e dalle sue due massicce torri e cupola, e Vélez-Blanco, piccolo paese montano all’ombra del suo grande castello.
Non sono gli unici Vélez d’Andalusia: ricordiamo soltanto Vélez-Málaga, non lontano dalla foce del fiume – appunto – Vélez , importante centro della comarca de la Axarquía, e Vélez de Benaudalla, in provincia di Granada.
In una caverna a pochissimi chilometri dal centro di Vélez-Blanco venne scoperta, nell’anno 1868, la celebre incisione rupestre dell’Indalo, divenuta il simbolo di tutta la provincia di Almeria.
Il paesino di case bianche e terre bionde, aggrappato al fianco della montagna, si affaccia su una verde e sconfinata vallata.
Umanesimo, politica e arte.
Nei primissimi anni del Cinquecento, il primo marchese dei Vélez, Pedro Fajardo, fece edificare il suo grande castello sui ruderi di un’importante fortezza islamica.
La ricchezza delle decorazioni, specialmente quelle della corte, voleva mostrare tutto il prestigio e le ambizioni del lignaggio nobiliare del marchese.
Nato come forte gotico, l’opera virerà verso i dettami del nuovo spirito umanistico che attraversava l’Europa, per cui, come era d’uso all’epoca, vennero coinvolti anche artisti e architetti italiani.
Il marmo del corpo del patio era quello di Macael, della vicina Valle del Almanzora.
Quasi contemporaneo al granadino castello de la Calahorra, il palazzo fortificato condivide con questo turrito edificio, costruito sul cucuzzolo di una collina, l’ambizione di esprimere un messaggio politico attraverso la nuova arte dell’epoca moderna.
La Francia, l’America.
I secoli passano, pesando sui fasti della grande fortezza-palazzo di Vélez-Blanco, ormai appartenente alla potente casata di Medina Sidonia.
Nei primi anni del Novecento il cortile viene smontato e venduto all’antiquario parigino J. Goldberg.
Trasportato da Vélez-Blanco fino al porto di Cartagena, prenderà il mare in direzione di Marsiglia, per poi arrivare a Parigi.
Passerà successivamente al facoltoso banchiere newyorkese George Blumenthal, che lo farà riassemblare nel cuore della sua residenza di Manhattan.
Il cortile rimarrà in possesso del mecenate (che era anche presidente del museo newyorkese) fino alla sua morte, nel 1941, per poi essere donato proprio al Metropolitan Museum.
La ricostruzione.
Dal 1903, scrivevamo, il castello di Vèlez-Blanco è orfano del suo cuore di marmo.
I brandelli d’Andalusia venduti non torneranno dall’America, ma finalmente qualcosa si sta muovendo.
Il cortile, e il suo unico apparato decorativo, verranno ricostruiti esattamente com’erano.
Interamente scansita tridimensionalmente, tutti i dettagli digitalizzati dell’opera sono da anni in possesso della Junta de Andalucía.
E finalmente, dal 2025, si parte con la ricostruzione.
La Junta, nel Gennaio del 2025, ha comunicato che verrà a breve emesso un bando di gara per la ricostruzione in situ del cortile e dello scalone d’onore.
I lavori – secondo le previsioni – dovrebbero marciare rapidamente: inizieranno nel 2025 e avranno una durata di circa due anni, durante i quali il castello rimarrà visitabile.
L’intervento verrà preceduto da una prima fase di cantiere che si occuperà di consolidare e restaurare quanto già è presente: ovvero un monumento fuori dai percorsi turistici più commerciali, divenuto Monumento Nazionale spagnolo (Monumento Nacional) nel 1931 e incluso nelle lista dei beni di interesse culturale dal 1985.
Link, fonti e proposte
- Ecco l’annuncio (in spagnolo) della pubblicazione del bando per la ricostruzione del cortile e dello scalone d’onore del castello di Vélez-Blanco, diffuso dalla Junta de Andalucía.
- Il quotidiano ABC, sul suo sito web, mostra e racconta (in spagnolo) il maestoso castello di Vélez-Blanco, ai confini della provincia di Almería.
- Questo brevissimo video di Canal Sur (in spagnolo) ci offre un assaggio della fortezza di Vélez-Blanco, mostrandone la relazione con il paese che sovrasta e con l’orografia che l’ha generata e la circonda.





