La tragica morte del giovane Manuel José García Caparrós (1977) nel giorno che sarà dedicato alla bandiera andalusa.


Transizioni.
Come di consueto, il 28 febbraio dedichiamo un articolo extra al Giorno dell’Andalusia, per raccontare i suoi simboli o eventi salienti che sappiano rappresentarla come una – seppur estremamente variegata – unità.
Questa volta il racconto riguarda una vicenda dolorosa ma significativa, profondamente legata alla nascita dell’autonomia andalusa.
Come sappiamo, l’Andalusia non è soltanto una regione del Regno di Spagna, ma è una comunidad autónoma (comunità autonoma) dotata di un proprio statuto, di competenze legislative e di un’identità storica e politica riconosciuta, che ne sanciscono un’autonomia sostanziale all’interno dello Stato spagnolo.
La vicenda alla quale accenneremo risale alla fine degli anni Settanta, quando in tutto il Paese era in corso un processo di trasformazione.
La Spagna doveva reinventarsi dopo decenni di regime autoritario.
Questione di bandiere.
Siamo quindi nel pieno della Transizione spagnola, in un’Andalusia segnata da difficoltà sociali ed economiche.
Il 4 dicembre 1977, una moltitudine di persone scese in piazza nelle otto province per chiedere autonomia, dignità e il riconoscimento dei simboli andalusi come bandiera, stemma e inno.
A Malaga, la manifestazione, inizialmente pacifica, arrivò davanti alla Diputación Provincial (la provincia, grosso modo), dove la bandiera andalusa non era stata esposta nonostante un accordo politico preliminare.
C’era stato il rifiuto dell’allora presidente della Diputación, Francisco Cabeza López (che si dimetterà alla fine di quella giornata): quel giorno, dall’ufficiale balcone provinciale sarebbe sventolata solo la bandiera spagnola.
Alla folla che inneggiava ai simboli locali questa scelta non era particolarmente piaciuta.
Entrò quindi in azione un manifestante, Juan Manuel Trinidad Berlanga, diciottenne e senza affiliazione politica, che si arrampicò sulla facciata per appendere il vessillo bianco e verde (la Arbonaida).
Il vistoso gesto scatenò l’intervento delle forze dell’ordine, che in breve degenerò in scontri per le vie della città.
Il ragazzo venne infatti fatto scendere, acciuffato e portato all’interno dell’edificio.
Il gesto fu percepito dai testimoni come un arresto.
Simboli.
In questo turbolento contesto, il quasi diciannovenne Manuel José García Caparrós, operaio e sindacalista, era presente alla manifestazione in corso quando fu colpito da un proiettile, senza che – al momento dello sparo – stesse compiendo nulla di particolare.
Morì all’angolo della Alameda de Colón, non lontano da quello che ai tempi era l’edificio de la Diputación, dove oggi lo ricorda una targa di bronzo collocata per il quarantesimo anniversario del suo decesso.

La famiglia, inizialmente convocata dalle autorità con il pretesto di un presunto incidente stradale, si ritrovò a scoprire il foro di una pallottola.
Il luogo della morte di Manuel José García Caparrós divenne fin da subito un memoriale improvvisato e un simbolo di quegli anni di cambiamento in Andalusia.
Le responsabilità individuali non furono mai chiarite, e l’intero caso è rimasto per anni un atto riservato e coperto da segreto.
Quello del bossolo, come l’intero delitto, a detta della stampa locale, rimase un mistero mai chiarito: il proiettile scomparve e gli agenti coinvolti furono trasferiti o allontanati dal servizio.
Tre anni dopo le rivendicazioni del 1977, il 28 febbraio 1980, nel pieno della Transizione democratica, in Andalusia si tenne il referendum sulla piena autonomia – che ricordiamo avere poco a che fare con il concetto di “indipendenza” – secondo la cosidetta “vía rápida”, inizialmente riservata a Galizia, Paesi Baschi e Catalogna.
Dal 2022 il 4 dicembre è riconosciuto come Giornata della Bandiera dell’Andalusia, che si affianca al 28 febbraio, celebrato come Giorno dell’Andalusia.
Quel proiettile fu ferita più profonda che macchiò una trasformazione politica, amministrativa e sociale anelata da tempo.
E la prematura fine del giovane Manuel José García Caparrós rimarrà il tragico simbolo del prezzo umano pagato nella lotta per di un’autonomia che si voleva, negli anni confusi di rottura al termine di decenni di regime, subito e senza rinvii.
Il diciottenne venne riconosciuto Hijo Predilecto de Andalucía (la massima onorificenza della Junta de Andalucía, concessa per meriti straordinari a beneficio della comunità andalusa) il 28 febbraio 2013, in via eccezionale e a titolo postumo, a conferma del valore simbolico e civile che la sua figura ha assunto nella memoria dell’Andalusia.
Link, fonti e proposte
- Questo lungo articolo (in spagnolo) di Diario Sur ripercorre gli eventi legati alla manifestazione del 4 dicembre del 1977 a Malaga.
- Dagli archivi di Canal Sur (la radio e televisione pubblica d’Andalusia) ecco un video che tratta della vicenda del giovane Manuel José García Caparrós e di quel giorno del 1977.
- A questo link troviamo la scheda del sito web della Diputacion de Málaga dedicata a Manuel José García Caparrós.
- Il quotidiano locale Málaga Hoy dedica questo articolo a Manuel José García Caparrós e a quel fatidico e storico 4 Dicembre 1977.